Riabilitazione neurocognitiva

  • 9 Luglio 2020

Di cosa si occupa la fisioterapia in pazienti con problematiche neurologiche? Quanto e come riesce il paziente a recuperare tramite la fisioterapia?

Chi è paziente oppure chi è parente di un soggetto con lesione neurologica ha ben presenti queste domande nella propria mente. La mancanza di risposte ben precise può essere attribuibile alla carenza di riabilitatori specialisti in questo campo della fisioterapia. Dalla lettura dell’articolo, potrete avere dei chiarimenti in merito a questi dubbi e apprendere un nuovo modo “di vedere” la riabilitazione, ortopedica e neurologica.

È opportuno specificare che quando si parla di pazienti neurolesi si intende pazienti con lesione a diversi livelli del Sistema Nervoso, centrale o periferico, di tipo acuto (ictus nei primi mesi, ad esempio) oppure cronico e neurodegenerativo (lesioni dei nervi periferici o la Malattia di Parkinson, per elencarne due). Rispetto a pazienti con lesione muscoloscheletrica (fratture, distorsioni, etc.) le possibilità di recupero hanno potenzialità e tempistiche differenti, quest’ultime generalmente più lunghe nelle lesioni al Sistema Nervoso.

In campo riabilitativo, esistono un’ampia varietà di metodiche conosciute comunemente come “neuromotorie”, applicate di frequente. Non ci sarebbe da stupirsi, infatti, se chi è coinvolto più o meno direttamente nella patologia neurologica conosca questo termine e ne identifichi in genere la riabilitazione per i malati. In realtà, con questo termine ci riferiamo più propriamente ad una Teoria della riabilitazione ed alla relativa interpretazione riabilitativa della malattia. Rimanendo in tema, oggi parleremo di una Teoria, tutta italiana, che sta emergendo in contesti internazionali grazie alla continua ricerca ed all’approccio scientifico che la caratterizza.

La Teoria Neurocognitiva della Riabilitazione (TNR)

Dallo studio della mente e del Sistema Nervoso secondo le neuroscienze, da studi umanistici e dalla cultura letteraria, il Prof. Carlo Perfetti, noto neurologo e ricercatore italiano, inizia negli anni 70’ una graduale transizione dalla Teoria Neuromotoria alla Teoria Neurocognitiva, realizzando l’importanza del ruolo delle funzioni cognitive nel guidare la qualità del recupero dopo una lesione e, in particolare, di tre principi fondamentali che descrivono il modo di vedere l’essere umano e la riabilitazione di chi ragiona attraverso questa Teoria, strutturando così il meglio conosciuto “Metodo Perfetti”. Prima di poterli evidenziare, vi introduco un paio di argomenti di importanza elevatissima in riabilitazione, di qualunque forma si tratti e specialmente nel ramo neurologico.

Il concetto per il quale uno specifico lavoro riabilitativo ha effetto in ogni suo campo di applicazione è quello della plasticità del tessuto, cioè della capacità del corpo di modificare il proprio “assettoe la propria funzione in risposta a determinati stimoli, i quali rappresentano a loro volta il risultato della interazione di una persona con l’ambiente esterno. Per comprenderne meglio l’importanza, basta pensare che se il corpo non godesse di questa proprietà la nostra categoria professionale non avrebbe senso d’essere perché non esisterebbe recupero alcuno.

Tessuti come l’osso, il muscolo e la pelle posseggono la capacità di modificare la resistenza, il volume o la propria elasticità a partire dalle singole cellule se sottoposti a stimoli adeguati quali carichi graduali, contrazioni ed allungamenti o sollecitazioni cutanee di vario genere. Per quanto riguarda il Sistema Nervoso, diversamente dagli altri tessuti, questo dopo una lesione non ha la capacità di rigenerare le proprie cellule (se non in piccolissima e trascurabile parte, secondo quanto si sa finora) ma ha la possibilità di riorganizzarsi in funzione delle “necessità” del momento, cioè di ciò che gli richiede l’ambiente esterno.  Le funzioni cognitive rappresentano la più alta forma di specializzazione del tessuto nervoso e pertanto la Teoria Neurocognitiva le considera, al pari come gli stimoli precedentemente elencati per gli altri tessuti, gli stimoli ideali per tale processo di riorganizzazione o plasticità.

In tal senso, non bisogna dimenticare che la lesione, nei casi neurologici, colpisce direttamente il Sistema Nervoso, privandolo del corretto esercizio delle funzioni cognitive che guidano il movimento. Per questo motivo la riabilitazione dovrà necessariamente presentare una componente neurocognitiva abbinata al movimento.

Le neuroscienze ci dicono quindi che il recupero dopo una lesione è subordinato alle caratteristiche degli stimoli che vengono forniti al paziente. In riabilitazione questi costituiscono l’esercizio, distinguendo così una forma di recupero spontaneo (senza alcun intervento riabilitativo) da uno guidato (con intervento riabilitativo). Aggiungeremmo, inoltre, che il recupero non è un processo passivo, ma anzi vede il paziente necessariamente coinvolto nell’esercizio, attivamente ed in prima persona, anche quando non viene chiesto alcun lavoro muscolare.

La Teoria Neurocognitiva della Riabilitazione descrive il recupero come un percorso in cui il paziente, grazie alla guida del terapista, giunge a (1) riapprendere il controllo delle alterazioni che caratterizzano la malattia, le quali devono essere studiate dal fisioterapista poiché di natura variabile da paziente in paziente. Per fare una prima, netta, distinzione dalle Teorie Neuromotorie, è opportuno considerare che corpo e mente sono ritenuti come un’unità interattiva, pertanto (2) il corpo costituisce una superficie dalla quale la mente trae informazioni dal mondo esterno ed è il mezzo attraverso il quale può agire su di esso, motivo per il quale in questa teoria semplici mobilizzazioni e manipolazioni delle articolazioni periferiche non trovano spazio. (3) Il movimento è il risultato dei processi cognitivi, i quali rappresentano il punto più alto dell’evoluzione di un essere vivente, ed è teso alla conoscenza di ciò che ci circonda, dunque è sempre finalizzato ad uno scopo.

La complessità di questo metodo impone che il riabilitatore non si limiti ad osservare il paziente coi propri occhi per elaborare un esercizio, come fosse fredda matematica, ma è alta l’importanza data a come egli vive la patologia in prima persona e come ne parla, due elementi che il più delle volte forniscono diverse informazioni utili per la formulazione di un esercizio efficace.

Per concludere, è opportuno sottolineare che la visione Neurocognitiva della persona e della riabilitazione implica che la modalità d’uso dei processi cognitivi nell’interazione col mondo sia fondamentale per determinare la qualità del recupero e che non possa esistere nulla di passivo ed afinalistico nell’Esercizio.

A chi si rivolge?

  • Patologie del Sistema Nervoso Centrale: Ictus (ischemico, emorragico e midollare)
  • Patologie del Sistema Nervoso Periferico: Polineuropatie, Lesioni nervose, Sindrome di Guillàn-Barrè
  • Patologie dell’apparato muscolo-scheletrico: recupero post traumatico o post intervento, patologie infiammatorie (lombalgie, cervicalgie, etc.)
  • Patologie Cerebellari
  • Traumi cranici e midollari con esiti neurologici da lesione del Sistema Nervoso Centrale
  • Malattie neurodegenerative come Malattia di Parkinson, Sclerosi Multipla e Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
  • Dolore cronico, neuropatico e Fibromialgia.

Perché la Riabilitazione Neurocognitiva?

Il tentativo di portare questa riabilitazione nel nostro territorio nasce dall’esperienza in contesti riabilitativi differenti dai nostri, nei quali la Riabilitazione Neurocognitiva rappresenta una realtà già affermata. Offrire un servizio neuroriabilitativo specialistico è una necessità per i pazienti che ogni giorno combattono contro gli esiti di eventi acuti o cronici. Credo, dunque, che sia doveroso contribuire al movimento di crescente specializzazione dei professionisti in tale ambito e di sensibilizzazione dei pazienti al tema del recupero dopo lesione in un ambito spesso trascurato della fisioterapia, iniziando da questo piccolo testo che speriamo potrà essere utile ai lettori con domande in sospeso.

Se l’articolo vi ha incuriosito e se vi ritenete interessati ad approfondire, sia che siate pazienti, parenti o semplicemente persone che ne vogliono sapere di più, restate aggiornati con la pagina www.htclinic.eu e con la pagina Facebook H.T. Clinic. Nelle prossime settimane, infatti, cercherò di condividere con voi altre informazioni, questa volta più specifiche, riguardo la Riabilitazione Neurocognitiva e le patologie in cui viene applicata. È inoltre possibile in modo totalmente gratuito e senza impegno prenotare presso la nostra struttura una prima visita conoscitiva.

Dott. Giuseppe Occhipinti – Fisioterapista e specialista in Neuroriabilitazione

1 comments on “Riabilitazione neurocognitiva

  1. Lucia ha detto:

    Salve si occupadel morbo di parkinson

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