Incontinenza urinaria: dalle cause alla riabilitazione

  • 14 Novembre 2020
HT Clinic Ragusa - Incontinenza urinaria dalle cause alla riabilitazione

“Ogni perdita involontaria di urine è incontinenza urinaria”

Secondo l’International Continence Society, ovvero l’organo più autorevole in materia di incontinenza urinaria, si definisce una persona incontinente chiunque presenti una qualsiasi tipologia di perdita. Non si tiene in considerazione la gravità della patologia, ma il fatto che la problematica è tale anche se presente in forma lieve. Questa definizione rimuove i luoghi comuni per cui a 60 anni o dopo un parto è normale avere perdite urinarie. Dunque, tutto ciò che è una perdita involontaria di urina, anche se si perde una goccia, classifica il paziente come incontinente.

I dati forniti dalla Fondazione Italiana Continenza (FIC) ci rivelano che quella dell’incontinenza è un problema diffuso in Italia, almeno 5 milioni di persone sopra i 18 anni, in prevalenza le donne sugli uomini con un rapporto quasi 3:1. Su 100 italiani almeno 10 soffrono di incontinenza urinaria, ma solo il 25% dei pazienti ne parla col proprio medico.

Funzione urinaria e continenza

La minzione è l’insieme degli atti fisiologici che determinano l’espulsione dell’urina contenuta nella vescica, attraverso il canale uretrale, e dura meno di 1 minuto.

La muscolatura del pavimento pelvico ha un ruolo importante nella funzione urinaria. Questa circonda e rafforza lo sfintere uretrale esterno, cioè l’orifizio di uscita dell’urina, e insieme sono un’unità funzionale alla minzione. Infatti, la contrazione o il rilassamento della muscolatura del pavimento pelvico insieme allo sfintere uretrale esterno consente la continenza, ovvero la capacità del soggetto di posticipare o meno la minzione volontariamente.

Incontinenza urinaria: classificazione

Se quanto detto prima non avviene in maniera volontaria si parla di incontinenza urinaria. In questo caso è importante capire nello specifico quale sia la causa e classificare la tipologia di incontinenza.

  1. Incontinenza urinaria da sforzo
  2. Incontinenza urinaria da urgenza
  3. Incontinenza urinaria mista
  4. Incontinenza urinaria da rigurgito
  5. Incontinenza urinaria riflessa
  6. Incontinenza funzionale

 

  1. Incontinenza urinaria da sforzo

È la perdita involontaria di urina associata ad un aumento della pressione intra-addominale. Il paziente di solito lamenta perdite di urina in correlazione ad un gesto o uno sforzo che può essere di diversa intensità come saltare, starnutire, sollevare un peso… In questa tipologia la vescica funziona correttamente, mentre è deficitaria l’unità muscolatura del pavimento pelvico e sfintere uretrale esterno.

È la forma più comune, colpisce con maggiormente le donne, soprattutto dopo il parto o in menopausa e può associarsi a prolasso genitale. Negli uomini questa tipologia di incontinenza insorge in quasi il 99% dei pazienti che si sottopongo ad intervento di prostatectomia radicale.

 

  1. Incontinenza urinaria da urgenza

È la perdita involontaria di urina secondaria a una disfunzione della vescica. Di solito è associata ad uno stimolo intenso, improvviso e incontrollabile. Il paziente riferisce che, quando avverte il bisogno di andare in bagno, non riesce ad arrivare in tempo perché perde durante il tragitto. Le cause possono essere molteplici come malattia di Parkinson, morbo di Alzheimer, sclerosi multipla, infezioni urinarie, neoplasie, calcoli, iperplasia prostatica, ipotonia del pavimento pelvico.

 

  1. Incontinenza urinaria mista

È la forma di incontinenza urinaria più riscontrata nella pratica clinica. Caratterizzata dalla presenza di aspetti sia dell’incontinenza urinaria da sforzo che da urgenza.

 

  1. Incontinenza urinaria da rigurgito

In questa tipologia, seppur non molto frequente, la vescica è in sovradistensione e non può essere svuotata in maniera corretta. Può essere causata da un’ostruzione anatomica come prolasso, ipertrofia o neoplasia prostatica, stenosi dell’uretra oppure cause neurologiche.

 

  1. Incontinenza urinaria riflessa

Si manifesta in correlazione a patologie che alterano le comunicazioni tra i centri preposti alla minzione. Può essere causata da sclerosi a placche, neuropatia diabetica, neoplasie spinali, ictus cerebrali…

 

  1. Incontinenza urinaria funzionale

Si riscontra in presenza di deficit cognitivi che rende l’individuo incapace di trattenere le urine nonostante il sistema minzionale sia integro. Sono pazienti che utilizzano il pannolone.

 

Chiarito che anche la perdita di una goccia di urina è definita come incontinenza, lo step successivo è quello di rivolgersi ad un fisioterapista specializzato in riabilitazione del pavimento pelvico.

Come avviene la prima seduta dal fisioterapista per la riabilitazione del pavimento pelvico?

Che il paziente sia indirizzato dal medico o si rechi direttamente dal fisioterapista, l’aspetto fondamentale della prima visita è la valutazione. Attraverso la raccolta anamnestica e la valutazione della zona perineale, il fisioterapista sarà in grado di comprendere le cause dell’incontinenza e quindi classificarla.

La valutazione è così strutturata:

  • Anamnesi generale e sintomo-specifica
  • Diario minzionale
  • Pad-test

Successivamente, verrà impostato un programma riabilitativo personalizzato per il paziente. Inoltre, il fisioterapista insieme al paziente definirà le misure di outcome, ovvero gli obiettivi da raggiungere nel corso dello svolgimento del programma riabilitativo, questi saranno strumenti utili nel comprendere se la terapia sta provocando gli effetti desiderati o meno.

Cos’è il diario minzionale?

Il diario minzionale è un foglio di carta che il paziente deve compilare annotando l’orario delle varie minzioni ed eventuali osservazioni. È uno strumento molto utile per il fisioterapista in quanto in poco tempo è in grado di avere informazioni circa le abitudini minzionali del paziente, l’introduzione di liquidi, la frequenza e urgenza minzionale…

Cos’è il Pad-test?

Il Pad-test è un metodo per quantificare le perdite di urina in rapporto con gli sforzi fisici. Effettuato sia a livello ambulatoriale che domiciliare, consiste nel far bere al paziente un quantitativo di acqua (ca 250 cc) a vescica svuotata e far indossare un pannolino asciutto di cui si conosce il peso. Successivamente viene chiesto al paziente di eseguire una serie di esercizi, se il test è fatto in ambulatorio, o svolgere le mansioni giornaliere, se fatto in casa. Alla fine del test viene ripesato il pannolino e il peso in più indicherà il quantitativo di urina persa.

Sebbene valutazione, programma riabilitativo e obiettivi siano aspetti fondamentali della prima visita, lo è altrettanto il rapporto di fiducia tra il fisioterapista e il paziente. Infatti, una buona compliance (fiducia reciproca) è importante sia per il terapista per avere l’approccio più adeguato, sia per il paziente per aderire completamente ed efficacemente alla terapia.

2 comments on “Incontinenza urinaria: dalle cause alla riabilitazione

  1. María grazia ferrari ha detto:

    Articoli molto utili e interessanti. Dove posso trovare un fisioterapista in grado di aiutare mio marito che ieri e’ stato operato di prostatectomia radicale? La zona raggiungibile per noi è da Fara in Sabina ( dove abitiamo) a Roma, preferibilmente nord-est. Grazie.

    1. simone cocchiara ha detto:

      chieda al medico che lo ha operato o al reparto di riferimento troverà sicuramente indicazioni siamo in sicilia e non le sappiamo dare informazioni sulla sua zona. in caso può consultare il sito dell’albo dei fisioterapisti dove si trovano anche per zona e specializzazione.

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