La Clinica del Pavimento Pelvico

  • 31 Agosto 2025

La Clinica del pavimento pelvico è l’insieme dei servizi che si occupa delle problematiche del distretto pelvico.

Le disfunzioni legate al pavimento pelvico molto spesso sono vissute dai pazienti come un tabù, mentre il ramo riabilitativo del pavimento pelvico assume sempre più autorevolezza nella guarigione e recupero della disfunzione.

Si pensi solo che l’incontinenza urinaria, una delle condizioni più comuni tra quelle del pavimento pelvico, colpisce 10 milioni di italiani. Un disturbo che riguarda soprattutto le donne: 1 donna su 5, dopo i 45-50 anni, avverte il bisogno impellente di correre in bagno al primo stimolo, dopo uno sforzo, un colpo di tosse, uno starnuto o una risata improvvisa. Erroneamente si pensa sia un problema solo dell’età avanzata e quindi difficilmente trattabile, ma anche uomini, così come giovani donne non sono esenti da queste statistiche sulle disfunzioni del pavimento pelvico.

Il vero problema è che solo il 40% di chi soffre di problematiche relative al pavimento pelvico si affidano a cure specialistiche o le seguono correttamente le cure. Gli strumenti a cui si ricorre più facilmente sono infatti ausili come assorbenti e cateteri (nel caso dell’incontinenza urinaria) che comportano però costi elevati a carico del paziente non portando a risoluzione del problema, fino ad arrivare ad auto-emarginarsi dalla società per il timore di essere giudicati per una disfunzione di pavimento pelvico.

 

In cosa consiste la Clinica del pavimento pelvico?

La Clinica del pavimento pelvico è un approccio riabilitativo che ha l’obiettivo di guarire o  ridurre i sintomi riferiti dal paziente e causati dalla disfunzione pelvica (qualunque essa sia), migliorando così la qualità di vita del soggetto. La riabilitazione del pavimento pelvico prevede l’utilizzo di tecniche e strumenti (esercizio terapeutico, biofeedback, SEF, ecc.) che vengono impiegati a seconda della condizione della persona e dopo una adeguata valutazione del soggetto.

La terapia è indirizzata ai muscoli del pavimento pelvico, che possono presentarsi ipovalidi (es. incontinenza urinaria da sforzo, prolasso degli organi pelvici, ecc.), oppure iperattivi (es. disfunzioni sessuali femminili, sindrome del dolore pelvico cronico, ecc.), oppure con deficit di coordinazione (es. stipsi da dissinergia del pubo-rettale). In alcuni casi è opportuno modificare alcune abitudini che il paziente ha adottato pensando di migliorare la propria condizione (es. mingere frequentemente per non perdere urina, ecc.)  realizzando invece un peggioramento del funzionamento del pavimento pelvico.

L’utilizzo delle tecniche e degli strumenti per la riabilitazione del pavimento pelvico si può riassumere in tre fasi:

  • Fase di apprendimento dell’attività muscolare del pavimento pelvico. Prima viene spiegato verbalmente al paziente cos’è il pavimento pelvico, come funziona e a cosa corrisponde la sua disfunzione, tramite tavole e modelli anatomici e successivamente vengono effettuati alcuni esercizi terapeutici;
  • Fase di modificazione dei parametri muscolari alterati del pavimento pelvico. L’obiettivo diventa il rinforzo del  pavimento pelvico nel caso di ipovalidità, la riduzione del il tono muscolare e del dolore in caso di iperattività, la restituzione di una corretta sinergia muscolare in caso di incoordinazione muscolare;
  • Fase di automatizzazione. Il paziente impara ad utilizzare quanto ha appreso in sede ambulatoriale e lo utilizza nei momenti in cui il sintomo si presenta. Con la ripetizione, l’utilizzo diventa appunto “automatico”.

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